
Mitech Agency ha presenziato alla 66^ mostra della Biennale di Venezia organizzata come ogni anno al Lido.
La presenza dell’azienda c’è stata per la proiezione della prima - 10 settembre - del corto “RECORDARE“, opera innovativa scelta per la sua unicità e candidata anche alla presenza del MoMA di New York. L’agenzia è stata rappresentata dal suo Managing Director (Mauro Panefresco) e dall’Art director (Riccardo Canini), a loro Roberta Ferrari ha rivolto qualche domanda:
RF. Che sensazioni si provano nel veder accostato il nome della vostra agenzia a un evento mondiale come la Biennale di Venezia?
MP. Per la nostra agenzia si tratta di un momento veramente speciale, siamo riusciti nell’arco di brevissimo tempo a legare i nostri servizi e le nostre capacità a grandi Majors (la Universal Group ad esempio) e ad eventi - come la Biennale - che ci pongono sul territorio italiano, come agenzia di comunicazione, su una fascia di altissimo profilo.
Ho sempre creduto che la passione per il nostro lavoro e le capacità messe in campo sarebbero state più forti di tutti i problemi legati ad uno start-up e ad un amalgama ancora non ben riusciti.
La soddisfazione per questi grandi risultati è ripagata in pieno dalla conferma e dall’incremento degli investimenti che i nostri clienti continuano a riporre sui nostri servizi.
In poche parole siamo veramente felici.
RF. Sappiamo di una vostra probabile presenza anche al MoMA di New York, stiamo assistendo a un cambiamento della vostra proposta e/o della vostra presenza sul mercato?
MP. Direi di no. Vedo un ampliamento della nostra proposta, questo sicuramente, ed è evidentissimo.
Ci tengo molto a sottolineare questo aspetto. Per i nostri clienti ’storici’ (il settore produttivo) la nostra proposta rimane intatta.
Quello che Mitech Agency oggi propone sono delle soluzioni di Advertising classico e innovativo tutte supportate dalla nostra grande capacità di soluzione, dalla nostra esperienza, creatività e da un’organizzazione del lavoro unica. La nostra crescita sarà legata allo sviluppo di quattro grandi aree di lavoro: CINEMA, WEB, ADVERTISING, EVENTI che a loro volta andranno a coprire tutti gli aspetti rappresentati da BTL e ATL.
RF. Un centro unico di comunicazione?
MP. Si può riassumere anche in questo modo, tenendo presente però, che l’attitude di Mitech rimane quella di cercare l’idea vincente, non vorremmo mai trasformarci in tuttologi della pubblicità che si gettano su qualsiasi preventivo producendo poi, inevitabilmente, un lavoro di scarsissima qualità . Siamo l’esatto opposto.
Il mantenimento degli standard qualitativi attuali non deve essere perso, semmai va ancora migliorato, e occuparsi di ‘troppe cose’ può creare il rischio di produrre un prodotto che non sentiamo nostro, penalizzandoci.
Ora qualche domanda a Riccardo Canini sul lavoro che è stato prodotto:
RF. Che interventi ha eseguito Mitech su questa opera?
RC. L’animazione di RECORDARE è stata eseguita montando in sequenza delle sezioni anatomiche di due corpi, ottenute grazie a delle risonanze magnetiche e ad una tomografia assiale. Si partiva quindi da una base di lavoro atipica, legata più al mondo della medicina che non a quello dell’arte o della pubblicità .
Entrando nello specifico, l’azione eseguita, è stata rivolta alla creazione di un Morphing Consecutivo fra un’immagine e l’altra - che ha consentito l’effetto liquido di miscelazione dei footage - dopo di che si è passati alle fasi di post produzione applicando - fra le altre - un’azione specifica di color correction per uniformare le varie scansioni e preparare il filmato ad un finishing di 2K.
RF. Siete soddisfatti del lavoro ottenuto?
RC. Molto. Le spiego anche il perchè.
Le specifiche richieste dai vari Film Festival sono restrittive ad una tipologia di lavorazione, innovativa e ancora poco conosciuta: il DCP.
La differenza fra la lavorazione precedente - in pellicola - e questa, passa da alcune specifiche che non potrei spegarle in altro modo se non mensionandole:
Il DCP è un ‘pacchetto’ per la distribuzione cinematografica digitale di un’opera audio/video fatta in modo da preservare la qualità iniziale del prodotto nonostante la compressione del filmato. Nel dettaglio si può dire che è un insieme di file MXF, XML e varie strutture di programmazione dei Metadata, che sviluppano il prodotto soddisfacendo le specifiche DCI e di standard SMPTE richieste in questo caso dalla Biennale di Venezia.
Le specifiche richieste dalla Biennale di Venezia:
- 2K (risoluzione del contenitore 2048 x 1080 pixels) oppure 4K (risoluzione del contenitore 4096 x 2160 pixels)
- 24FPS (scansione progressiva)
- JPEG 2000 codestream con wrapper MXF
- Track file dei sottotitoli e parametri audio secondo quanto indicato nelle Specifiche DCI e Standards SMPTE
RF. Un traguardo importante per Mitech quindi.
RC. Nella stessa Biennale di quest’anno ci sono state moltissime difficoltà riscontrate dalle varie case di produzione a trovare aziende che fossero in grado di produrre un formato di questo tipo. Direi che, si, è un grande traguardo. Possiamo affermare, senza nessuna presunzione, di essere una delle poche società in Italia in grado, oggi, di soddisfare le specifiche richieste dal DCP.
Fra pochi giorni, insieme al nuovo sito dell’agenzia, verranno caricate le interviste a video sull’evento.















